Come ci siamo arrivati
Veniamo entrambi dal mestiere del gusto, da due lati diversi. Alberto è cuoco: pasticceria ad ALMA, alta cucina vegetale alla Joia Academy, anni sulle filiere agroalimentari e sulle lavorazioni — fermentazioni, norcineria, caseari. Matteo è enologo e sommelier: laurea in Enologia e Viticoltura, cinque vendemmie, AIS e ONAV, da anni insegna a bere alle persone.
Il no-alcol lo abbiamo incontrato con gli strumenti che avevamo, cioè giudicandolo — e il giudizio, per un po', è stato sempre lo stesso: aroma al posto della struttura, dolcezza a coprire il vuoto, vini dealcolati che chiedevano scusa di esistere. Nei locali intanto la domanda cresceva e la risposta restava una spremuta o niente. Un mercato intero, servito male da tutti, con dentro due persone che sapevano già come si giudica un bicchiere.
Così invece di continuare a lamentarcene abbiamo cominciato a cercare, assaggiare, scartare. Quello che ha superato i nostri criteri — poco, all'inizio — è diventato il catalogo. Il vino l'abbiamo tenuto vicino perché è la nostra lingua madre e ci serve per abbinare, ma è sempre stato di contorno: oggi lo seguiamo in agenzia, la distribuzione è tutta qui.