Guida per ristoranti, bar ed enoteche

Come si costruisce una carta analcolica

Cosa metterci, quante referenze, come scriverla, a che prezzo venderla e come proporla in sala. Una guida pratica, con esempi dal nostro catalogo, per chi vuole che il tavolo che non beve ordini qualcosa di meglio dell'acqua.

Di Alberto Bianchessi, chef, e Matteo Cozzolino, enologo e sommelier · aggiornata a settembre 2026

Bottiglie di proxy Bôtan e un calice su un tavolo di ristorante

1 · Perché serve

A ogni tavolo c'è qualcuno che quella sera non beve.

Chi guida, chi lavora il giorno dopo, chi è in gravidanza, chi ha smesso, chi semplicemente ha voglia di bere meno. Se la carta non gli propone niente, ordina acqua o una bibita, e per il locale quel coperto vale meno degli altri. Se la carta gli propone un calice pensato per il piatto, ordina come gli altri, e spesso ne prende un secondo.

Non serve una carta lunga. Serve una carta che copra i momenti del pasto, scritta bene e proposta dalla sala. Il resto di questa guida spiega come.

Tre calici di sparkling tea Acala, ambra e rosa, su un tavolo apparecchiato

2 · I sei ruoli di una carta

Una carta analcolica si costruisce come una carta dei vini: per ruoli, non per categorie. Ogni ruolo è un momento del pasto e chiede un certo tipo di bevanda. Non tutti i locali hanno bisogno di tutti e sei.

Aperitivo

Qualcosa di fresco, amaro o agrumato, che apra l'appetito e accompagni i primi assaggi. Anche su ghiaccio.

Cosa ci vaProxy · Kombucha e sparkling tea

Per esempioGinzu Spritzer di Bôtan su ghiaccio con arancia sanguigna; Spritz Style di Acala.

Bianco da tavola

Pesce, crudi, verdure, formaggi freschi: serve acidità, sapidità e un finale pulito.

Cosa ci vaProxy

Per esempioBalade Minérale di Cul Sec con ostriche e crudi; Vireo di Sius con piatti alle erbe.

Rosso da tavola

Carne, funghi, piatti di terra: serve struttura e un tannino che regga il boccone.

Cosa ci vaProxy

Per esempioPurpur di Sius con carni rosse e selvaggina; Rouge en Voiture di Cul Sec con lenticchie e guancia.

Fine pasto e dolce

Al posto del passito o dell'amaro: qualcosa che chiuda senza appesantire.

Cosa ci vaProxy · Kombucha e sparkling tea · Mate e cold brew

Per esempioHenry Quatre di Bôtan con il cioccolato; il cold brew di Café 124 al posto dell'amaro.

3 · Quante referenze

Meglio poche referenze che girano che tante che invecchiano in cantina. Tre formati di carta, dal più semplice al più ambizioso.

3

La carta minima

Per la trattoria, la pizzeria, il bistrot: tre referenze che coprono tutto il pasto.

  • Una kombucha in calice per l'aperitivo e la tavola
  • Un proxy bianco o rosso, secondo la cucina
  • Una birra analcolica per chi vuole una birra

6

La carta completa

Per il ristorante con una carta dei vini curata: un'etichetta per ogni ruolo.

  • Aperitivo, bollicina, bianco, rosso, dolce, banco
  • Almeno due referenze servibili a calice
  • Una bottiglia da proporre intera al tavolo

8–10

La carta da percorso

Per il fine dining e i menu degustazione: un abbinamento analcolico piatto per piatto.

  • Un proxy o una kombucha diversa per ogni portata
  • Percorso a prezzo fisso, accanto a quello dei vini
  • Sala formata a raccontarlo al tavolo

4 · Come scriverla

Una sezione sua, vicino ai vini

Non in fondo alla lista delle bevande. Chi la cerca deve trovarla, e chi non la cerca deve vederla passando.

Nome, produttore, stile, una riga di gusto

Come per un vino: chi la fa, da dove viene, cosa ricorda e con cosa sta bene. Una riga basta.

La gradazione, sempre

Scrivete 0,0% o sotto lo 0,5% per le analcoliche, e la percentuale per le bevande a bassa gradazione come i sidri. Il cliente che non beve deve poter scegliere senza chiedere.

Le parole giuste

Un proxy si chiama proxy, non "vino analcolico": non è vino. Allo stesso modo, un'uva fermentata senza alcol si scrive così, non "vino dealcolato". È più corretto ed è più interessante.

Gli allergeni

Alcune referenze contengono miele, latte, sedano o tracce di molluschi, e alcuni fermentati contengono solfiti. Riportateli come fate per i piatti: sono tutti sulle schede prodotto che vi lasciamo.

Un esempio di carta

Senza alcol

Aperitivo

Ginzu Spritzer · Bôtan Distillery, Belgio

Agrumi, yuzu e zenzero, su ghiaccio

0,0%

Bollicina

Rosé · Acala, Lituania

Sparkling tea · epilobio, ibisco, aronia; fiori, pesca, lampone

0,0%

Bianco

Balade Minérale · Cul Sec, Paesi Bassi

Proxy · gusci d'ostrica, alghe, abete

sotto lo 0,5%

Rosso

Purpur · Sius Brewing, Austria

Proxy · tè nero, sambuco, erbe e legni

sotto lo 0,5%

Dolce

Henry Quatre · Bôtan Distillery, Belgio

Frutti rossi, cacao, tannino morbido

0,0%

Prezzo al calice e alla bottiglia, come per i vini. Allergeni su richiesta.

5 · Prezzo e margine

Si prezza come un calice, non come una bibita.

Un proxy o una kombucha gastronomica si servono in calice, al tavolo, con lo stesso gesto del vino, e il cliente li percepisce così. Il modo più semplice per prezzarli è usare lo stesso ragionamento che usate per il vino al calice: dal costo della bottiglia, diviso per i calici che se ne ricavano, allo stesso moltiplicatore.

Bottiglia da 75 cl

Cinque calici da 150 ml, o sei da 125 ml.

Proxy, sidri da tavola: il formato da calice e da bottiglia al tavolo.

Bottiglia da 33 cl

Due calici piccoli, o un servizio intero.

Kombucha in bottiglia e sidri piccoli: si aprono al momento.

Lattina

Un servizio, versato in bicchiere.

Kombucha, birra, mate, cold brew: il prezzo di un servizio al banco.

Due accorgimenti. Proponete anche la bottiglia intera, al tavolo, per chi è in due o in quattro: è il modo in cui il senza alcol rende di più. E se fate un menu degustazione, affiancate al percorso dei vini un percorso analcolico allo stesso prezzo o poco sotto: chi non beve smette di essere il coperto che spende meno.

Quattro calici di Cul Sec in fila, dal bianco al rosso, davanti a barattoli di erbe e fermentazioni

6 · Come si propone in sala

La carta non si vende da sola: la vende la sala.

La domanda giusta non è "vuole qualcosa di analcolico?", che suona come un ripiego, ma "stasera vino o preferisce un abbinamento senza alcol?". Detta così, la proposta vale per tutti, anche per chi beve.

Bottiglia portata al tavolo e aperta davanti al cliente, calice da vino, temperatura giusta, due parole su chi la fa e con cosa sta bene. È lo stesso rituale del vino, ed è metà del prodotto.

Un cameriere versa un calice al banco, davanti a una lavagna con la carta

Temperature e bicchieri

Proxy

Bianchi 8–10 °C, rossi 12–14 °C, in calice da vino. Quelli da aperitivo su ghiaccio, in tumbler.

Kombucha e sparkling tea

A tavola 6–10 °C in calice; le lattine al banco 4–6 °C.

Sidro

6–8 °C, calice da bianco o flûte per il metodo classico.

Birra analcolica

4–6 °C, bicchiere da birra.

Mate e cold brew

Ben freddi, su ghiaccio; il cold brew anche caldo.

Chiuse, tutte le nostre referenze stanno a temperatura ambiente. Aperte, vanno tappate e tenute in frigo: le bottiglie ferme reggono più a lungo di quelle frizzanti, che perdono prima la bollicina. Le indicazioni precise sono sulle schede prodotto.

7 · Gli errori più frequenti

Metterla sotto le bibite

Una kombucha gastronomica accanto alle bibite in lattina sembra una bibita, e si vende al prezzo di una bibita. Va accanto ai vini.

Servirla nel bicchiere sbagliato

Bicchiere alto, ghiaccio e cannuccia trasformano un proxy in un succo. In calice, alla temperatura giusta, fa il lavoro di un vino.

Tre birre analcoliche e basta

Coprono il banco, non la tavola. A chi mangia serve almeno una bevanda pensata per stare con il piatto.

Non dirlo alla sala

Se il personale non sa cosa c'è in carta, non lo propone. Dieci minuti di degustazione prima del servizio valgono più di qualsiasi descrizione.

Proporla solo a chi la chiede

Chi non beve spesso non chiede, per non sembrare quello difficile. È la sala che deve fare la prima domanda.

8 · Domande

Quante referenze analcoliche servono in carta?

Da tre a sei per la maggior parte dei locali: una per l'aperitivo e la tavola, una da abbinare ai piatti, una per il banco. Otto o dieci solo se fate un percorso di abbinamento nel menu degustazione.

Che differenza c'è tra un proxy e un vino analcolico?

Un vino dealcolato è un vino a cui l'alcol viene tolto dopo. Un proxy è una bevanda costruita da zero, con tè, frutta, erbe, legni e fermentazioni, per fare a tavola il lavoro del vino senza imitarlo. In carta si chiamano in modo diverso.

A che prezzo si vende un calice analcolico?

Con lo stesso ragionamento del vino al calice: costo della bottiglia diviso per i calici che se ne ricavano, allo stesso moltiplicatore. Un calice di proxy o di kombucha gastronomica si percepisce come un calice di vino, non come una bibita.

Come si conservano le bottiglie aperte?

Tappate e in frigo. Le ferme reggono più a lungo delle frizzanti, che perdono prima la bollicina. Chiuse, tutte le nostre referenze stanno a temperatura ambiente.

Ci aiutate a costruire la carta?

Sì: alla prima visita assaggiamo insieme le referenze con la vostra cucina, scegliamo quelle giuste per i vostri piatti e vi lasciamo i testi pronti per la carta e le schede per la sala.

Ordini, spedizioni, pagamenti: tutte le domande frequenti.

La vostra carta

La costruiamo insieme: portiamo le bottiglie, le assaggiamo con la vostra cucina e vi lasciamo i testi pronti per la carta.

In Lombardia di persona, altrove con i nostri agenti: dove consegniamo. Il catalogo completo: cosa distribuiamo.

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